Club Alpino Italiano - Sezione di Padova

Diario del Gran Paradiso

LA SALITA AL GRAN PARADISO

4 agosto 2008 – Campeggio Gran Paradiso – Salita al Rifugio Vittorio Emanuele
“Ore 8:30… siamo in partenza con il pullman! Da notare che le ragazze erano pronte prima dei ragazzi, anche se molto assonnate! Manca una componente femminile che abbiamo “perso per strada”: “la Chiara ha la febbre e mi ha lasciato sola in cordata” (Elena)! Adesso stiamo respirando intensamente e profondamente per recuperare il più possibile ossigeno, perché a 4000 m scarseggerà. Abbiamo degli zaini che pesano più di noi e non sappiamo se riusciremo a portarli fino al rifugio. Dal finestrino stiamo vedendo la parete nord del Gran Paradiso… non la vedremo fino a domani! Ripassiamo: come si fa una cordata?
1. si controlla che la corda non abbia nodi;
2. si trova la metà della corda;
3. si fa il nodo a otto lasciando un’asola di 40 cm e si assicura la persona in centro con un nodo barcaiolo;
4. si fa il nodo delle guide al primo e al terzo della cordata ai capi della corda;
5. si assicurano i due estremi di cordata con il nodo barcaiolo contando 6-8 metri dal centro;
6. si mette la corda avanzata nello zaino;
7. partenza!!!”
“Partenza ore 9:10 dal parcheggio, arrivo alle 11 circa al rifugio. Siamo sopravvissute ai chili dello zaino!” (le ragazze)
“Ciao! Stiamo per partire per  provare a fare una prova nel ghiacciaio (credo) e per allenarci per domani, visto che 700/800 m non erano abbastanza! Per fortuna il tempo è bello… (a tratti). Gli zaini sono più leggeri! Adesso vado perché Nicola chiama!!!” (Silvia)
 “E’ sera e il vento soffia: il tetto scricchiola e trema. Fortunatamente siamo ancora vivi e vegeti per ora…”      (Walter)
“Ore 20:18 – Abbiamo appena finito di mangiare, siamo tutti cotti, rossi e sazi (la creme caramelle faceva schifo!!). E domani… sveglia ore 3 e mezza!!! Wow!! La Francy si è appena presa una botta in testa!!! Adesso facciamo gli zaini (che impresa!!), ci laviamo i denti e andiamo a letto (forse). Buonanotte!!”    (Giulia e Silvia)

5 agosto 2008 – Salita al Gran Paradiso
“Ore 4:40 - Siamo pronti per partire; il vento si è calmato ma fa freddo lo stesso.
Partenza: le torce nostre e di altri alpinisti che tentano di scalare il Gran Paradiso illuminano la montagna come fosse giorno. Il sentiero si fa già difficile. Vicino si sente scorrere il torrente.
Ore 5:40 – Un altro ragazzo (Sean) ci abbandona perché sta male. Intanto incomincia ad albeggiare, le montagne dietro di noi si fanno rosse.
Ore 7:15 – Ci fermiamo sotto al ghiacciaio per imbracarci e metterci i ramponi. Incomincia a farsi più difficile la salita!”   (Fabio)

4-5 agosto 2008 – Rifugio Vittorio Emanuele - Salita al Gran Paradiso
 “Ore 21 – Tutti pronti per “andare a letto”. Alle dieci eravamo ancora tutti vispi e arzilli, per niente insonnoliti. Fuori il vento minacciava di scoperchiare il tetto del rifugio, cosa che per fortuna non è avvenuta. E’ buio, cala il silenzio ma non per molto; infatti alle undici la Giulia ha cominciato a chiedere a tutta la camerata: “Ma sei sveglio?” svegliando tutti. Poi Sean ha comunicato a Walter la sua insonnia e a mezzanotte precisa ha detto: “Ragazzi, perché non partiamo adesso? Io sono carico!”. Giuliano che aveva paura di essere svegliato dal russare della gente, prima di addormentarsi ha fatto il verso per attirare i gatti, anche se questo non è servito a molto però! Abbiamo scoperto una cosa su Giovanni: parla nel sonno; ad un certo punto si è messo a dire: “Due, tre, no anzi, due è meglio di tre” facendoci scoppiare tutti a ridere. La Silvia non riusciva a dormire perché aveva una molla sul cuscino e la Francesca rischiava di rimanere ibernata perché nel muro c’erano gli spifferi. Improvvisamente Sean e Walter si sono messi a discutere sui cloroplasti e sui problemi grammaticali (ultradifficile si scrive attaccato o staccato?) di Sean. La media delle ore di sonno è stata di circa due ore e mezza. Il risveglio non è stato così traumatico, alla fine alle tre eravamo tutti svegli e, tra zuccate e pile frontali, siamo scesi a fare colazione. Alle 4:30 eravamo in marcia, tutti provvisti della pila frontale. Camminare al buio è fortissimo! Vedere la gente che sale con la lucetta in testa sembra una processione. Purtroppo siamo partiti con due persone in meno: la Sofia si è sentita male la sera al rifugio, di conseguenza Nikolas è rimasto con lei. Non è stata l’unica persona che si è sentita male, Sean a circa 2900 m si è sentito male e assieme a Davide è tornato al rifugio. Noi abbiamo proseguito e verso le 7 siamo arrivati alla base del ghiacciaio, dove ci siamo imbragati e abbiamo fatto le cordate. Stranamente eravamo tutti ansiosi di partire, infatti dove ci siamo imbragati faceva un freddo terribile! Finalmente tutti pronti per affrontare 891 m di dislivello di ghiacciaio. Ognuno con il proprio passo e con il vento gelido in faccia camminava guardando lo splendido panorama che lo circondava. A quota 3800 m circa Marco è dovuto scendere insieme a Damiano a causa del suo tallone. Sfortunatamente la cima è sempre stata coperta dalle nuvole, ma non ci siamo fatti intimorire e abbiamo continuato la nostra salita. Verso le 10:40 siamo arrivati all’anticima a 4041 metri. Soltanto Sandro, Marco (accompagnatore), Giuliano, Michele e Filippo detto Potter hanno raggiunto la cima. Tutte le altre cordate sono dovute rimanere all’anticima a causa del brutto tempo e della troppa gente in vetta. Abbiamo dovuto abbandonare presto la nostra postazione a causa del freddo e dopo qualche foto abbiamo iniziato la nostra discesa. Scendendo ci siamo fermati a mangiare e con nostro disappunto la cima era ben visibile. Gli ultimi metri di ghiacciaio sono stati più movimentati. La Elena e la Francy continuavano a cadere perché la Giulia e la Silvia tiravano la corda, tanto che parecchi metri li hanno fatti con il sedere per terra. Dopo esserci tolti tutta l’attrezzatura è iniziata la nostra discesa al rifugio che è avvenuta in un’ora circa. Dal rifugio, dopo la brutta sorpresa di non trovare più le nostre cose, che avevamo lasciato nella camerata, e dopo aver scoperto che ce le avevano portate giù gli accompagnatori, siamo partiti alla volta del pullman. La discesa è stata estremamente infinita; gli ultimi metri sono stati i più difficili di tutta la giornata perché avevamo spalle, ginocchia e piedi distrutti, le nostre facce sfinite dicevano tutto. Arrivati la campeggio, con nostra grande gioia, ci siamo fatti una meritatissima doccia calda: che bello essere puliti e profumati! La cena è durata tantissimo perché la Silvia ha rotto un sacco perché le portate non arrivavano. Dopo cena sono successe un sacco di cose: importantissimo il brindisi al nostro gruppo e alla salita alla cima. Discorsi vari di capo campeggiatore, Nicola e Davide. Combattutissime partite a calcetto e risate con Nikolas. Prima di andare a letto siamo salite a salutare i ragazzi. Incredibilmente Giovanni ci ha svelato i segreti per fare il suo “preziosissimo” cubo di Rubik senza che noi capissimo niente. Con parole molto “gentili” ci hanno madato giù, ma noi ragazze eravamo ancora in forze per scendere giù in cucina con Nikolas e Sandro e ridere e scherzare. Molto importante è quando la Francesca si è cosparsa la faccia con l’olio per le mani che la faceva sembrare una friggitrice. Solo dopo 21 ore e 5 minuti (calcolate da Silvia e Giulia) siamo andate a letto, stanche ma soddisfatte di aver raggiunto i 4000 m… sembrava impossibile ma ce l’avevamo fatta!!!
Questa mattina Nikolas ci ha svegliato facendoci il solletico ai piedi e levandoci le coperte. La colazione era prevista per le 8:00 e noi ci siamo alzate alle 7:55 !!! Dopo aver fatto le valigie e l’ultima foto di gruppo, siamo partiti per visitare Aosta.
Ore 15:07 la Giulia, dopo aver rotto per una giornata intera, per la gioia di tutti ha finito le foto!
Ci è dispiaciuto molto che la Francesca non ha fatto il viaggio con noi perché è rimasta in campeggio con i suoi genitori. A malincuore ora stiamo tornando a Padova, ma siamo tutti speranzosi che presto si possa ripetere un’avventura di questo genere (secondo la Giulia nell’Everest).”
          Grazie a tutti
       Elena (la scrittrice) Silvia e Giulia

“N.B. La Giulia ha fotografato l’uccellino valdostano!!!!” (Silvia)     

- “Dopo mezzora di ghiacciaio avevamo già lasciato indietro di molto tutti gli altri tanto che Giuliano pensava di arrivare in cima per le 9… a circa 3800 m io (Michele) ho cominciato a rallentare e a farmi tirare su da Giuliano e Filippo…è a questo che serve una cordata!
Siamo arrivati alla forcella a 4000 m poco prima delle 10.00 e Giuliano ha deciso di fare un “percorso alternativo” per arrivare in cima….TERRIBILE. In questo sentiero c’era un po’ di arrampicata e Giuliano e Potter mi hanno lasciato indietro…che Potter si sia aiutato con la magia?
Per me (Filippo) la salita alla vetta del Gran Paradiso è stata una sfida con me stesso e ho imparato a faticare molto per raggiungere una meta importante.
In cima abbiamo fatto qualche foto sotto la Madonnina. Eravamo contenti di aver raggiunto la cima ma delusi dal panorama: vento e nuvole….” (Filippo – Potter, Michele)

I MOMENTI DI SVAGO

4 agosto 2008
- “Le ragazze hanno vinto la gara di cordata! Nonostante i maschi ritengano che siamo state favorite… ovviamente questo non è vero…” (Elena)
- “Certo, come no!!!!
Per una volta gli istruttori hanno voluto farvi sentire importanti, in quanto la dominazione fisica e mentale è indiscussa” (Sean)

-“Ciao a tutti!!! Mi sa proprio che l’alta quota mi fa male… Sto andando fuori di testa!!! Mi sto divertendo un mondo anche se camminare su e giù per il rifugio mi fa venire la gobba!”  (Francy)

- “Vedi Francy! Essere bassi ha i suoi pregi! Con il mio modesto metro e cinquanta non prenderò mai zuccate alla testa! P.S. Walter, io e Giulia ti ammazziamo se ci bagni ancora con l’acqua gelida del lago!”            (Elena)

Ore 11.00 p.m. – 5 agosto 2008
- “Dopo che le ragazze sono scese, persuase dalle gentili parole di Sean, ebbe inizio il piano B complottato  da me e Marco, con la partecipazione speciale di Sean, Michele e Fabio, ai danni di Giovanni (il piano A comportava l’utilizzo del dentifricio ma per problemi tecnici è stato realizzato solo in parte).
Strisciammo così lentamente verso lo zaino, dove era contenuto il cubo di Kubick (che volevamo fare tinta unica!!!!). Ma all’improvviso Giovanni, avendo intuito tutto, prese in mano il suo faro e ci respinse tutti alle nostre postazioni d’assalto (i letti). Lo scontro continuò per minuti e minuti ma tutti i nostri stratagemmi (molti dei quali prevedevano l’uso di piccozze) per prelevare l’obiettivo dallo zaino andarono in fumo. Fortunatamente anche noi possedevamo un’arma segreta più potente dello stesso faro di Giovanni: il led di Sean. Forti di ciò accecammo il nemico e gli rubammo lo zaino. Dopo aver cercato per 5-6 volte il cubo scoprimmo che era stato trasportato altrove, con l’aiuto di Giovanni, sotto i pantaloni dello stesso. Così ci riorganizzammo e partimmo nuovamente all’attacco. Un grido furioso sopraggiunse dalla parte opposta della “stanza”: “smettete di fare casino, voglio vedere se poi domattina vi svegliate alle sette!!!”. Così dovemmo sottostare a ciò perché non potevamo contrastare il potere ed il volere del presidente. Così ci rifugiammo nei nostri letti e abbandonammo il piano B.. per il momento…..”                         (Walter e Fabio)

6 agosto 2008
- “Ore 7.30 ci svegliano; non c’è nessuna voglia di svegliarci perché eravamo stanchi dall’ascesa del Gran Paradiso e soprattutto dalla dura battaglia per prendere il cubo a Giovanni; infine veniamo a scoprire che il cubo lo aveva nascosto in una tasca dei suoi pantaloni che aveva addosso ancora sporchi dal dentifricio sparso la sera prima.” (Fabio)”

- “Ci siamo dimenticate di aggiungere una cosa: la sera al Vittorio Emanuele abbiamo trovato una nuova parola per chiamare Walter e Sean contemporaneamente: wash= WA (Walter) e SH (Sean)”                           (Elena e Silvia)

- “Anche se mi sono ammalata devo dire che mi sono divertita! E spero di rifare una gita come questa molto presto!!!!”                   (Chiara)

- “Sofia peso morto - nella discesa degli sfortunati ricoverati (Marco, Sean e Sofia) la cordata era ben formata: Marco, abile leader esperto arrampicatore, Sean, svitato ma con trovate geniali, e per non dimenticare il più inutile membro della cordata:  Sofia! Cosa si fa in cordata se un membro importante cade in crepaccio? ……si butta Sofia nel crepaccio per fare da contrappeso!!! (ovviamente se cade Sofia si taglia la corda). Come se non bastasse sopportare la sua presenza..durante la discesa ha disturbato la cordata con un’inutile perdita di sangue dal naso?!! Ma ti pare!!! Sofia, invidiosa delle capacità del resto del gruppo, preparò una diabolica arma: un’affilatissima piccozza pronta ad infilzare il viso dei due leaders di cordata. Quindi in conclusione “Sofia è un peso morto”                           (Marco, Sean, Sofia)