venerdì 18 maggio 2012

Dis-orientamento sui Colli Euganei

Autore: Caterina Maschio
Categoria: escursionismo

Come 45 corsisti, rincorsi da 7 accompagnatori, si sono persi con bussola e carta tra Rocca Pendice e il Pirio nella giornata del 6 maggio

 

Uscita del corso di escursionismo sui Colli Euganei. 
Partiamo tutti con uno stralcio di una carta topografica in mano, un righello da 20-30 cm, una bussola, una matita e...tanta curiosità su come applicare la lezione ascoltata il giovedì sera. La carta topografica, ovvero: una porzione di territorio rappresentata graficamente su un piano. La nostra “porzione” quotidiana riguarda una parte dei Colli Euganei e più precisamente la zona tra Teolo e Castelnuovo. Il bello inizia con l'indicazione, da parte dei nostri conduttori (osservatori-amici-consolatori-spronatori), dell'azimut.
  

Ma cos'è sto Azimut...l'è na brutta bestia che se aggira per i colli? No, semplicemente è il nostro compagno d'inizio avventura, cioè un angolo. Detto così è sminuirlo però. Intanto, la parola deriva dall'arabo “as-sumut “- direzione - ed è l'angolo che si forma tra un astro nel cielo e il meridiano del luogo d'osservazione. Cioè l'angolo che si viene a creare tra la nostra direzione e il Nord. 


Va bene... dopo un po' di tempo passato in compagnia a tracciare la via da percorre con la ghiera della bussola da girare e rigirare, impostare l'azimut, trovare la distanza in centimetri - calcolando che la carta è 1:10000 - saltare il punto fasullo, ...ed esserci bagnati con una leggera pioggerellina che ha creato atmosfera, tanto che sembravamo dei piccoli marines pronti ad una incursione, ci siamo divisi e, in gruppetti ci siamo inerpicati per i dolci pendii dei colli.

Cammina, cammina, trova punti sulla carta e verifica che nella realtà esistono. Trova massi incatenati (chi vuto che se i porta via!), segni dei Carraresi su massi (i ga da essere fissai da ste parti che qualcuno vegna a fregare piere), Rocca Pendice con le sue pareti da scalare, Castelnuovo con la chiesa (a messa ci siamo già andati e la predica è stata bella),  Settimo Cielo (e vaiii collll lissssiooo... scusate, dicevamo...) Monte Pirio (che chi che ga deciso el giro saria da staccar le gambine ), finalmente le case de Bepi e Toni, e il nostro punto di arrivo con la mitica tavolata.

Cosa significa la compagnia attorno al desco? Significa che tutta la stanchezza, i dolori alle gambe, le difficoltà trovate durante il percorso, vengono cancellate d'un tratto e il sorriso, le chiacchiere con un bicchiere in mano mentre si affetta il salame o le magnifiche torte , dolci o salate, ti ricarica e ti dona quella forza che hai perso durante la giornata.
  

Caterina Maschio
  

foto di Loida Martinez, Roberta Balasso, Claudio Carraro