martedì 25 settembre 2012

Col dei Bos. Una domenica sotto la grande Tofana

Autore: Alberto Luigi Bisiol, Michele Marrone
Categoria: escursionismo

Domenica 23 Settembre. Passo Falzarego

Ritrovo a piazzale azzurri ore 6.00, è ancora buio. Giornata incerta dal punto di vista metereologico. L'Arpav non esprimeva giudizi certi sul tempo, e non si capiva bene se si prevedeva sole o pioggia. Purtroppo, arrivati a Cortina, il cielo era nuvoloso e non prometteva nulla di bello, ma si è partiti lo stesso per la cima del Col dei Bos. Due percorsi  e due gruppi , uno per la ferrata degli alpini, l’altro per sentiero normale.

Raggiunto l'attacco della ferrata dopo circa 30 minuti,  il primo pezzo non è stato proprio facile  e ci ha messo alla prova soprattutto per la difficoltà a trovare appigli nella roccia.  Poi presa un po’ di confidenza, il percorso è diventato più semplice , nonostante la verticalità e l’esposizione mai banali.

Usciti dalla ferrata, ci siamo goduti  il paesaggio delle 5 Torri, del Nuvolau e Averau e, lontano, l'Antelao.  Aspettati gli ultimi , ci siamo diretti verso la punta della montagna (dove vi sono le croci) e  lì ci siamo congiunti col gruppo che ha fatto l'altro itinerario. Nella pausa pranzo, abbiamo ammirato la maestosa Tofana di Rozes con il Castelletto.  Dalla cima del Col dei Bos si vedono bene le trinceee militari italiane che, come sappiamo, a poco sono servite all'esercito italiano durante la 1a guerra mondiale, in quanto gli austriaci erano ben difesi dalla roccia naturale...il Castelletto appunto, tanto spesso, che la famosa mina non ha abbattuto nulla. 

Dopo la foto di gruppo, ci siamo nuovamente divisi nella discesa, il gruppo che aveva fatto la ferrata è scesa da un canalone, potendo ammirare meglio il paesaggio che durante la mattina il tempo e le nuvole avevano nascosto, gli altri si sono diretti verso la forcella Travenanzes  e da lì sono scesi al Falzarego.                                               

Arrivati al campo base, come al solito si è fatto lo spuntino prima di partire, nel quale non sono mancate le famose mandorle zuccherate preparate dalla moglie di Guido Gobbin. Così, dopo un bicchiere e forse più di vino, qualche patata e del dolce, siamo partiti per il viaggio di ritorno, durante il quale abbiamo visto filmati su filmati, dei diversi corsi di escursionismo avanzato.

Pensieri di un accompagnatore

di Michele Marrone

Devo dire che dopo 12 anni di commissione mi emoziono ancora quando conduco un'escursione.

Quando siamo arrivati in cima, vedere le facce soddisfatte e ricevere i ringraziamenti da parte dei gitanti è sempre una spinta per andare avanti e capisci che il "lavoro" che porti avanti insieme a tutti gli accompagnatori (anche se tra mille difficoltà) è positivo.

Poi il rientro in pullman è stato divertente in quanto abbiamo rivisto dei vecchi filmati dei corsi degli anni passati e abbiamo riso di come eravamo (c'era chi aveva ancora i capelli, chi sembrava un ragazzino.) Noi "vecchi" siamo consapevoli che la montagna regala emozioni e ci aiuta a vivere meglio ...