martedì 27 ottobre 2015

Primo Corso di Geologia Il contributo di un allievo

Autore: Luca Camani
Categoria: escursionismo

A volte penso che sia tutta una questione di dimensioni, dimensioni e velocità. Voglio dire, una formica che sale su un pallone da spiaggia (hai presente quelli blu di una volta, della Nivea mi sembra) mica lo sa di essere su di un pallone. Magari pensa “adesso vado fino a quell’orizzonte piatto e lontano” e si sposta di 20 centimetri. Poi si riposa e il giorno seguente via, un altro viaggio. Se è molto determinata, e magari ha la fortuna di trovare qualche briciola, capace che riesce a fare mezzo giro prima che qualcuno tiri una pallonata. Non avevo mai considerato la questione in questi termini, oddio qualche volta magari, ma proprio sentirmi una formica ecco proprio no. Forse ci voleva qualcuno che con pazienza e tanta passione mi portasse per sentieri e ogni tanto mi facesse notare “adesso siamo nel Werfen” e poi “stiamo entrando nel Mesozoico, tra un po’ arriveremo nel Paleocene” puntualizzando che tutto quello che vedi attorno e sopra di te e sotto i tuoi piedi si è formato in tempi e a distanze così incommensurabili che altro che pallone blu. Se poi mi venite a raccontare che le dimensioni non contano, beh… Comunque, io del corso GEO di quest’anno ho capito pochino, in compenso mi sono divertito un sacco e adesso ogni volta che vado a camminare e inciampo in un frammento di ignimbrite, oppure vedo uno specchio di faglia con depositi di calcite dove prima mi sedevo a mangiare un panino, adesso mi ci siedo ancora e ne mangio due, così ho più tempo per smartellarlo bene e guardarlo con la mia lente 8x. Non sarò diventato geologo, ma che figata!

 Luca Camani