venerdì 3 agosto 2012

Il Pelmo d'Oro e il Civetta di Baù

Autore: Monica Voltan
Categoria: alpinismo, le Chimere

Così la segreteria del Pelmo d’Oro ha accompagnato l'annuncio dell'assegnazione del premio 2012 ad Alessandro Baù, per la sezione alpinismo in attività:

"Trentunenne alpinista padovano, Baù ha iniziato la sua attività in montagna in cordata con il padre, dedicandosi quindi al boulder, alle falesie, alle cascate di ghiaccio e allo sci alpinismo. Dal 2010 è membro del Club Alpino Accademico Italiano e negli ultimi anni si è distinto per alcune salite di incredibile difficoltà in Dolomiti dove si è dedicato pure a ripetizioni di vie classiche, alcune percorse in invernale e in solitaria. Il suo particolare attaccamento è rivolto al monte Civetta dove ha aperto e sta aprendo itinerari d’alta difficoltà."

 «La montagna è curiosità, le emozioni più intense le trovo sulle grandi pareti dove coniugo la preparazione sportiva con quella mentale, cercando sempre qualcosa di nuovo», così si presenta Alessandro sfoderando un sorriso accattivante che sprigiona entusiasmo e serenità.

La sua attività, d’altronde, parla da sola. Ecco alcune vie aperte e ripetute: Captain Sky Hook, Civetta nord ovest, difficoltà VIII+ e A2, 600 m, fatta nel 2009 in solitaria e poi nel 2010 in prima invernale in giornata; Chimera Verticale, Civetta nord ovest, via nuova trad, difficoltà IX, 650 m, aperta nelle estati 2007 e 2008 in 8 giorni, prima ripetizione e prima libera nell’agosto del 2009; Nuvole Barocche, Civetta nord ovest, difficoltà IX+/A2, 1200 m, nel 2007, prima ripetizione; La Perla Preziosa, Sass Dla Crusc, difficoltà IX+, 375m, nel 2008, prima ripetizione, Kein Rest Von Sehnsucht, Civetta, difficoltà VIII+, 1200m, nel 2012 prima invernale… e non finisce qui in quanto la sua attività copre l'intero arco alpino, dalla Val del Sarca, alla Val d’Adige, dalla Val di Mello al monte Bianco e oltre con vie in Verdon, Wenden, Scozia, Inghilterra, Messico e Yosemite. Cioè dal calcare al granito delle Alpi Occidentali, alle vie di ghiaccio e misto con itinerari sia sportivi che praticando la tecnica pulita del trad, che sta a indicare gli itinerari aperti con i solo utilizzo di chiodi e protezioni veloci, senza uso di spit.

Dice Baù a proposito della Civetta: «Negli ultimi anni mi ha regalato delle grandi emozioni, ho stretto una bella amicizia con Valter e Paola, Renato ed Enza, il Ventura, gestori e custodi dei rifugi Tissi, Coldai e Torrani. Quante volte ho fatto quei sentieri, spesso di notte con sacconi pesanti, sotto il diluvio sperando in un miglioramento, con la neve, il vento, con le ciaspe, gli sci… La via Nuvole Barocche (di Venturino De Bona) rimane una delle avventure alpinistiche più belle che abbia mai vissuto, per tanti motivi: è stato un sogno che ho cullato nel cassetto per due anni, che ho maturato pian piano e che mi ha cambiato. Mi sono messo totalmente in gioco su un terreno nuovo, dove il dubbio di essere o meno all’altezza è stato un fedele compagno».

Il tutto portando avanti la sua attività nei periodi di ferie e nei week end, visto che la sua attività principale è quella di ingegnere meccanico alla Saipem. Attività che, curiosamente, lo porta a vivere settimane o mesi sull’acqua, cioè su navi in giro per il mondo.
 Nell'ambito del Cai Padova è stato tra i fondatori del gruppo “Le Chimere”.