Rocca Pendice, la "nostra" palestra naturale

I Colli Euganei sorgono isolati a sud-ovest di Padova con linee ondulate e con una grande varietà di forme: profili conici che sovrastano rilievi dalle morbide linee. L’articolarsi delle colline conferisce all’intero sistema straordinarie specificità paesaggistiche. L’unicità di questo ambiente, tuttavia, dipende tanto dai suoi originari caratteri naturali quanto da un’elaborazione del paesaggio che è frutto di una millenaria vicenda umana.

In questo scenario, il Monte Pendice spicca e caratterizza il paesaggio circostante in senso alpino con le sue verticali pareti rocciose che si stagliano, uniche, nell'insieme tondeggiante del distretto euganeo. Altra nota morfologica distintiva è data dall'aspetto selvatico, aspro dei suoi versanti: la scarsità di abitazioni nella parte nord e l'abbandono culturale della parte sud hanno lasciato ampi spazi al bosco che accerchia le pareti rocciose. Secoli di agricoltura intensiva e di insediamenti anche fortificati hanno portato al completo disboscamento di ampi tratti del versante sud. Con l'abbandono delle colture marginali si è verificato il ritorno del bosco, con la comparsa, accanto a specie autoctone, di specie esotiche come la robinia (Robinia pseudoacacia). Nel versante esposto a nord il paesaggio cambia notevolmente, con un bosco ben conservato di castagno (Castanea sativa) e una flora che, avvicinandosi ai crinali rocciosi, si arricchisce di specie tipiche della macchia mediterranea.

Le complesse vicende geomorfologiche, la diversità di terreni, l'esposizione, le rupi rocciose e l'intensa attività antropica determinano le condizioni ecologiche particolari che consentono la sopravvivenza di specie mediterranee a stretto contatto con specie montane o sub montane. Tra i fiori, notevole l'abbondanza di specie censite, alcune delle quali assai rare in Veneto. A poca distanza l'uno dall'altro troviamo ambienti umidi freschi ed altri rocciosi caldi e aridi, fustaie di rovere, cedui ordinariamente gestiti e ampi boschi lasciati all'abbandono colturale. Il che favorisce la vita a centinaia di specie diverse, alcune delle quali assai rare nel contesto euganeo, veneto e nazionale. Un esempio fra tutti è Asplenium foreziense Magnier, una piccola felce che vive nelle fessure e cavità della grande parete est.

Anche dal punto di vista faunistico il Monte Pendice si conferma un punto di eccellenza, grazie alla nidificazione del falco pellegrino (Falco peregrinus). La specie qui è sempre stata rara e presente solo durante le migrazioni, ma dal 2001 la parete della Cima di Rocca Pendice ha visto l'insediarsi stabile di una coppia di falchi che trovano facili prede nei piccioni, storni ed altri passeriformi. Oltre al falco pellegrino si possono osservare l'assiolo (Otus scops), l'averla piccola (Lanius collurio), l'allocco (Strix aluco) e la rondine montana (Ptyonoprogne rupestris).

Il Pendice è all'interno della zona di Riserva Naturale Orientata del Parco Regionale dei Colli Euganei e fa parte di Rete Natura 2000. La parte sommitale del Monte, denominata Cima della Rocca (13.80 ettari), è stata acquisita nel 2007 a proprietà pubblica quale patrimonio indisponibile regionale. Il biotopo è stato acquistato grazie ad un finanziamento proveniente dal progetto europeo LIFE Natura quale 'Salvaguardia di habitat di interesse ecologico nei Colli Euganei' con il contributo degli Enti locali e tale progetto prevede azioni mirate alla mitigazione del possibile disturbo al falco pellegrino a seguito di attività sportive e ricreative nei pressi del suo nido.