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Canale del Brenta "Valstagna"

Il Canale del Brenta a nord di Bassano mostra, soprattutto sulla sua destra orografica nella zona di Valstagna, un paesaggio fortemente modellato dall’attività umana. Chilometri di muretti di pietra a secco sostengono piccoli appezzamenti di terra un tempo coltivati. L’Alta Via del Tabacco, percorrendo i sentieri di collegamento fra questi terrazzamenti, offre una lettura accattivante della storia e delle vicende che si sono susseguite in questo tratto di valle.

Il Canale del Brenta si presenta come una angusta valle fluviale percorsa dal corso d’acqua che le dà il nome e che l’ha modellata nei millenni in un lento processo di erosione. Ma ciò che più colpisce, soprattutto nella zona di Valstagna, sulla destra orografica della valle, è la presenza di terrazzamenti, un sistema di sfruttamento dei terreni ripidi ed impervi che ha consentito la messa a coltura di aree altrimenti improduttive. Con un enorme lavoro di una intera comunità si sono ricavati, nel tempo, campi coltivati sostenuti da “masiere”, muri di pietra a secco. Paesaggio antico che trova una testimonianza importante in questo tratto di valle dove la coltivazione del tabacco, iniziata nella seconda metà del ‘600, ha determinato, con la sua espansione, la costruzione dei terrazzamenti, iniziata alla fine del ‘700 e proseguita poi fino agli inizi del ‘900, momento di massima estensione. Introdotto in valle probabilmente dai monaci della vicina abbazia di Campese, il tabacco divenne, per il suo crescente valore commerciale, la principale coltivazione della zona tanto che Venezia, nel 1763, stipulò con i coltivatori un primo contratto nella posizione di acquirente esclusivo in cambio della rinuncia ad imporre tasse e balzelli erariali e di un severo controllo contro il contrabbando. La qualità del prodotto andava via via migliorando per aroma e resistenza, producendo quel “Nostrano del Brenta” dalla domanda crescente che portò alla realizzazione dell’imponente sistema terrazzato che caratterizza il paesaggio della valle. Se durante la dominazione austriaca dell’ottocento periodi difficili per i coltivatori, dovuti alla diminuzione dei prezzi imposta talvolta dall’amministrazione, si alternarono ad altri di relativo benessere, le cose decisamente peggiorarono con l’annessione del Veneto al Regno d’Italia. L’esercizio del monopolio nei confronti dei coltivatori divenne via via sempre più pesante determinando, di conseguenza, un aumento del contrabbando con la vendita in nero oltre confine e l’inasprimento dei rapporti con le autorità locali. Lo spostamento dei confini molto più a nord dopo la prima guerra mondiale, pur riducendo il contrabbando, non mitigò il peso del monopolio sui coltivatori: “non potevamo fumare nemmeno le nostre foglie” ricordano gli anziani, e, a peggiorare la situazione, anche le scelte del mercato andavano mutando. Il declino della coltivazione del tabacco in Val Brenta divenne così irreversibile per cessare completamente negli anni sessanta del novecento lasciando in abbandono un patrimonio di storia locale e di conoscenze.

Per preservare un paesaggio rurale così particolare, assalito dalla vegetazione spontanea che pian piano sgretola le antiche masiere, si è costituita nel 2010 l’associazione “Adotta un Terrazzamento” che prevede la cessione in comodato d’uso, nel rispetto della proprietà, di terreni incolti, abbandonati dai proprietari, ad affidatari con la possibilità di sfruttarli per coltivazioni e produzioni orticole e con l’impegno alla pulizia e manutenzione dei muri a secco e all’estirpazione delle piante e degli arbusti che, a lungo andare, distruggerebbero le masiere di sostegno dei terrazzamenti.

Per raggiungere questi obiettivi, dal 2017 l’Associazione organizza dei corsi, o meglio dei laboratori pratici, per la costruzione ed il recupero dei muri in pietra a secco che sostengono i terrazzamenti in collaborazione con l’Istituto Agrario Parolini di Bassano del Grappa e con la rete italiana di ITLA, Alleanza Internazionale dei Paesaggi Terrazzati, di cui è membro. E’ questa una rete di cooperazione che promuove incontri e corsi, organizzando periodicamente una Conferenza Mondiale (Cina 2010, Perù 2014, Italia 2016).

Per promuovere la conoscenza di questi luoghi recuperati all’abbandono, nel 2019, i soci di “Adotta un Terrazzamento” hanno dato vita ad un percorso espositivo di “land art” lungo la mulattiera della Val Verta denominato “Coltiva l’Arte”. I piccoli ritagli di terra ospitano ora forme artistiche ottenute da materiali naturali che appartengono all’ambiente che li ospita e al quale ritorneranno.

Il percorso proposto, partendo da Valstagna, sale attraverso i terrazzamenti, lungo l’Alta Via del Tabacco, sfruttando gli antichi percorsi selciati, a volte sospesi sopra i campetti, passando per vecchi insediamenti in abbandono, visitando la gotta naturale che forniva preziosa acqua agli abitanti, per raggiungere, con un dislivello di 400 metri e due ore di cammino in salita, le Casarette, l’alta contrà, un tempo abitata stabilmente, che conserva fra i ruderi delle sue case preziose testimonianze della vita passata.

Il ritorno, inizialmente lungo la mulattiera di salita, prosegue poi lungo il sentiero “Coltiva l’Arte” per una riflessione sui cambiamenti nell’utilizzo dei terrazzamenti e sulla necessità di una loro conservazione per tutelare l’ambiente prevenendo erosioni e frane.

Percorso totale, senza soste   h 3,30   per gruppi

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