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APPENNINO TOSCO EMILIANO

La Pietra di Bismantova o familiarmente “la Bismantova” è quel massiccio roccioso dall'inconfondibile ed isolato profilo a forma di nave che contraddistingue il paesaggio dell'Appennino Reggiano. Lunga circa 1 km, con una larghezza di 240 m ed un'altezza di 300 m, sull' altopiano che le fa da base, è un gigantesco esempio di erosione residuale. L’origine del nome è sconosciuto, forse legato al suo ruolo di montagna sacra avuto nei tempi antichi. Tante sono le ipotesi, anche perché varie popolazioni si alternarono in queste zone nel corso dei secoli. Luogo magico e misterioso, questa rupe tabulare è sempre stata il centro della regione: punto di riferimento per i viandanti, fortezza naturale e rifugio durante le guerre, luogo di ritiro e meditazione per eremiti. Si dice che Dante, vedendone il profilo e salendo la cima nel 1306, prese l’ispirazione per il monte del Purgatorio descritto nella sua Divina Commedia. Varie leggende che vedono la presenza del maligno avvolgono questo monolito anche in tempi recenti. La vegetazione presenta una grande varietà di ambienti, dalle zone arbustive, ai boschi fino al prato sommitale un tempo utilizzato come pascolo e ora abbandonato. Dal 2010 la Pietra è inserita nel territorio del Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, per la particolare formazione geologica detta Formazione di Bismantova. La prima salita alpinistica risale al 1922 a opera di Carlo Voltolini che aprì una via di 3° (la via degli Svizzeri). In realtà di nazionalità svizzera era l’amico che lo accompagnò, Voltolini era trentino. Ora molti itinerari escursionistici salgono con tempi diversi alla Pietra, oltre alle vie ferrate e alle pareti di arrampicata.

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