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Dolomiti senza Confini: alla riscoperta delle ferrate della grande guerra

  • Dolomiti senza confini

Bepi Monti presenta:

DOLOMITI SENZA CONFINI. Alla riscoperta delle ferrate della grande guerra
GIRO FERRATE TRE CIME DI LAVAREDO, CRODA DEI TONI, POPERA, CRODA ROSSA DI SESTO, MONTE CAVALLINO E CIMA VALLONA

Ha la forza di una autentica attrazione alpinistica. Le Guide Alpine di Moso e dell’Alta Pusteria, quelle di Auronzo, del Cadore e del Comelico la considerano già una delle più belle proposte da esibire ai propri clienti. Si chiama “Dolomiti senza Confini” ed è una grandiosa Alta Via dolomitica. Inanella ben 12 percorsi attrezzati di elevato valore alpinistico che si sviluppano a cavallo tra l'Italia e l'Austria, le province di Bolzano e Belluno, tra il Cadore, il Comelico e la Pusteria.
Una nuova Alta Via per chi vuole vivere l’avventura e per chi vuole mettersi alla prova tecnicamente ma anche per chi desidera immergersi nella storia. La “Dolomiti senza Confini” infatti consente di entrare ed attraversare uno dei comprensori considerato strategico durante la Prima Guerra Mondiale e per questo teatro di alcune tra le più cruenti battaglie con trincee, gallerie e postazioni scavate e realizzate fin sulle cime più impervie. Ed è proprio per vedere quei siti che negli anni '60 e ’70 del secolo scorso sono state ripristinate e realizzate alcune delle ferrate che adesso entrano a far parte dì “Dolomiti senza Confini”. Dalle Tre Cime di Lavaredo al Popera, dal Paterno alla Croda dei Toni, dalla Croda Rossa di Sesto a Cima Vallona, i soldati italiani e quelli dell’Impero Austro-Ungarico sono stati protagonisti di pagine drammatiche di storia e di storie. Ancora oggi le crode di alcune tra le cime dolomitiche più belle raccontano di ordini insensati, di soldati mandati al massacro, di dolore, di freddo, di congelamenti e di follie. Storie dolorose provocate da una guerra assurda combattuta per difendere confini che non ci sono mai stati sulle Dolomiti.  Ecco il perché di “Dolomiti senza confini” ed ecco il perché dell’idea di un percorso alpinistico di pace sui luoghi della guerra.
Dodici itinerari per una grande Alta Via dove gli appassionati di montagna di qualsiasi nazionalità possono incontrarsi per coltivare quell’amicizia che su queste montagne fiorisce più in fretta, ha i colori dell’arcobaleno e profuma di futuro.

Introduce: Angelo Soravia
Regia e Videoediting: Antonio Calabretta

link Locandina

Diretta streaming sulla pagina Facebook «Martedì del CAI di Padova»
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