Sui versanti erbosi compresi tra la SP 148 Cadorna ad ovest e la dorsale Cima Grappa-Monte Meda ad est, al contatto tra i ben evidenti strati di Rosso Ammonitico e i sottostanti Calcari Grigi dolomitizzati, vi sono una serie di cavità accatastate tra gli anni ’70 e inizio anni ’90. Le grotte si presentano principalmente come doline di crollo o condotte vadose lungo fratture.
Le attività hanno inizio in tarda mattinata con un tempo soleggiato sopra una copertura nevosa media di 15-20 cm e una temperatura di 4°C. Si rinviene subito una cavità apparentemente nuova. Di seguito si trovano due ingressi adiacenti sul prato, che con buona probabilità sono quelli avvistati da Marco durante l’estate. Si passa poi a riposizionare gli ingressi dell’Abisso H, della Grotta del Ghiaccio, del Pozzo A di Cima Grappa.
Nei pressi della Grotta del Ghiaccio vi sono due placchette del catasto, una posizionata sul fianco di una dolina a sud rispetto all’imboccatura dell’ingresso, e una posizionata vicino alla zona da cui appresteremo una calata nel pomeriggio. Da un controllo a posteriori si verificherà che la placchetta posizionata correttamente nei pressi della grotta non compare nel catasto, la placchetta nella dolina a fianco è invece associata alla grotta.
La grotta nuova la chiamiamo provvisoriamente “Buco della calamita” poiché Mattia ha tentato senza successo il recupero di uno scalpello caduto in una fessura con la calamita della frontale. Si arma su naturale sfruttando un blocco di roccia, ma la cavità si può scendere anche il libero per lo stretto pozzetto di 4 m impostato su una fessura. Mattia allarga un primo punto stretto dove era necessario inizialmente togliersi il caschetto per proseguire. Continua poi a spostare dei blocchi verso il fondo. Effettuo infine una scansione lidar con l’iPhone e constato che il proseguimento della grotta è difficile ma possibile, con un po' di forza di volontà e braccia di impavidi volontari si potrebbero spostare dei blocchi, provando dapprima a rendere più comoda la base del pozzetto. La cavità è umida, la temperatura è di superiore a quella esterna e si percepisce un flusso d’aria uscente.
La grotta con il doppio ingresso, dopo che sono sceso, ho constatato essere del tutto compatibile con il rilievo della cavità Pozzo B di Cima Grappa (o Buco Tricesimo). Sul fondo paiono esserci dei resti di una pecora in stato di decomposizione molto avanzato, con ossa disarticolate e una massa lanuginosa (e forse residui di altra materia organica) a coprire dei blocchi di roccia. Sul lato opposto una fessura sembra proseguire ma i pertugi tra i blocchi sono troppo stretti e non promettenti. Dalla mia esperienza di grotte simili, questa la considererei chiusa.
Proviamo poi a scendere la dolina di crollo della Grotta del ghiaccio, Mauro appronta un armo con due fix da una bancata di Rosso Ammonitico posta sul fianco nord della dolina. Inizio a calarmi i primi 5 metri, capisco che serviranno almeno due frazionamenti e una corda più lunga, la cavità non è come nel rilievo, ha un blocco caduto a formare un ponte di roccia sospeso, le cenge sono tutte coperte di neve, e gli strati di rosso ammonitico formano uno sfasciume instabile. Risalgo e decido che sarebbe meglio scendere in piena estate, sia per sfruttare delle temperature più adeguate, che per osservare se la coltre nevosa ben evidente sia temporanea o perenne. Ormai il sole sta anche calando e la brezza inizia a far calare la temperatura. Il rilievo è da rifare.
In ultimo Mattia da un occhio alla grotta che ritenevamo essere il Pozzo A di Cima Grappa, e sembra coincidere con il rilievo.
Le operazioni di ricerca e posizionamento sono state effettuate tramite l’app QField, la versione mobile di QGIS, così da visualizzare in tempo reale i layer della carta tecnica regionale, il modello digitale del terreno, le foto aree, e sovrapporle ai punti del catasto (versione pre-modifica di ottobre 2025, che ha implementato altri errori sulle posizioni già errate), inoltre vi è la possibilità di editare nuovi layer, come quello configurato per prendere le posizioni dei nuovi punti.
La verifica a casa fatta la sera stessa in preda all'entusiasmo ha permesso di estrarre le quote dal DEM della Provincia di Treviso, e le coordinate in formato WGS84, prendendo nota di tutto su un foglio Excel, in attesa di capire come comunicare al meglio la correzione dei dati al catasto della Federazione Speleologica Veneta.
Si prospetta quindi di tornare per provare a forzare lo stretto e accatastare del Buco della calamita, riplacchettare il Pozzo B di Cima Grappa, scendere e rifare il rilievo della Grotta del ghiaccio (oltre a cercare di mettere ordine alle placchette).
Partecipanti: Marco, Mauro, Mattia, Daniele
Scansione Buco della calamita: https://skfb.ly/pEtBN