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Chi era Vasco Trento

VASCO TRENTO

Riportiamo quanto dichiarato dall’allora presidente della Sezione di Padova Armando Ragana, al momento della costituzione della Scuola di Escursionismo:
“Sono molto contento di proporre al Consiglio Direttivo l’approvazione del nuovo regolamento della Scuola Sezionale di Escursionismo del CAI di Padova. 

La Scuola viene dedicata al socio “Vasco Trento”, già componente della Commissione Escursionismo della nostra Sezione, grande figura umana, infaticabile collaboratore, amante e praticante della montagna nelle sue forme più conosciute. Il suo esempio e la sua dedizione a perenne ricordo.”

Ecco una breve presentazione di Vasco Trento nelle parole di Giorgio Zecchini.

Vasco Trento è nato a Padova il 20/07/1916.
Il primo periodo della sua vita, come per la maggior parte dei suoi coetanei, è legato alle vicende della guerra.
Negli anni seguenti ha dedicato molto del suo tempo libero alla formazione della famiglia e alla crescita dei figli; questo non ha mai condizionato tuttavia il suo spirito amante della libertà e dei grandi spazi.
La sua attività in montagna, iniziata nella gioventù, è continuata a livello personale, in compagnia di alcuni amici con cui partecipava a molte escursioni organizzate dal CAI di Padova.
Si è iscritto al sodalizio nel 1965 e la sua riconosciuta esperienza, il suo modo di fare e stare in compagnia lo hanno portato subito ad affrontare compiti di organizzatore: una collaborazione con il CAI di Padova che è continuata ininterrottamente per tutta la vita.
Ricordiamo in breve i punti focali della sua attività, sempre rivolta alla ricerca di iniziare e consolidare in tutti i soci, e in particolare nei giovani, un sentimento di grande amore per la montagna e di fede profonda nel creato, che fosse il saldo fondamento su cui poggiare tutte le attività individuali e di gruppo, dagli itinerari alpinistici, alle escursioni, fino al semplice godimento dello stare insieme in  montagna.
La sua notevole attività, svolta in gran parte su Dolomiti, Lagorai e Prealpi Venete, non è mai stata rivolta soltanto alla sua soddisfazione personale, ma principalmente condivisa con le innumerevoli schiere di soci che hanno avuto l’opportunità di seguirlo con grande soddisfazione lungo i sentieri delle nostre montagne.
Ricordiamo tre appuntamenti, sempre organizzati in prima persona nel corso dei quarant’anni di attività sociale: le indimenticabili gite di Pasquetta, le traversate da Pellestrina al Lido di Venezia lungo i “murazzi”, le escursioni notturne sul Monte Grappa nelle notti di luna piena, a Febbraio di ogni anno. Erano appuntamenti semplici, non impegnativi, ma testimonianze concrete della sua capacità di aggregazione di gruppi molto numerosi di soci di ogni età.
Era per tutti un amico su cui contare e, per i giovani, un fratello maggiore; a tutti dava solidarietà e comprensione, dimostrando in particolare una profonda sensibilità nei confronti dei soci con problemi familiari o personali.
Sensibilità che portava anche a livello sezionale, organizzando ogni anno e per molti anni il “Natale Alpino”, una giornata di assistenza e conforto dedicata alle famiglie e alle comunità più disagiate residenti sull’Altipiano o lungo le pendici del Grappa: ne rendono testimonianza le tante parole di ringraziamento e riconoscenza ricevute anche dalle locali autorità civili e religiose.
Ma soprattutto ricordiamo in lui l’uomo, che indicava a tutti, con semplicità e in tono sempre sommesso, l’etica della montagna e il rispetto dell’ambiente alpino in tutte le sue forme; l’uomo che dimostrava in ogni occasione l’immensa gioia nel godere la vita sempre con il sorriso sulle labbra, ma che voleva anche fermarsi un attimo, giunto alla meta, a ricordare con gli astanti gli amici defunti cantando “Signore delle Cime”, il commosso tributo che anche a lui dedichiamo da quando se n’è andato per sempre su altri monti lontani, il giorno 4 del mese di luglio dell’anno 2004.